Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino | Via Stellone, 5 - 10126 Torino - Tel: +39 011 66.34.006

OPI Torino

Ordine delle professioni infermieristiche di Torino

OPI Torino | Tel: +39 011 66.34.006

Visite: 324
2 (12)

Linguaggio infermieristico, FNOPI individua in NANDA-I, NIC e NOC il riferimento nazionale

Linguaggio infermieristico, FNOPI individua in NANDA-I, NIC e NOC il riferimento nazionale

La FNOPI ha individuato nel sistema costituito da NANDA-I, NIC e NOC (di seguito NNN) il riferimento più coerente per la standardizzazione del linguaggio infermieristico nel contesto italiano.

Si tratta di un passaggio di particolare rilievo per la professione e per l’intero Servizio sanitario nazionale. La scelta di un linguaggio condiviso non rappresenta un semplice cambiamento nella documentazione clinica, né si esaurisce nell’introduzione di nuove definizioni. Costituisce invece la base per descrivere in maniera strutturata i bisogni assistenziali delle persone, le decisioni assunte dagli infermieri, gli interventi realizzati e i risultati ottenuti.

Attraverso la stessa architettura semantica, le differenti fasi del processo infermieristico possono essere collegate in una catena logica coerente: NANDA-I identifica e descrive le diagnosi e i bisogni assistenziali; NIC rappresenta gli interventi e le attività realizzate dagli infermieri; NOC definisce e misura gli esiti sensibili all’assistenza infermieristica.

Gli infermieri contribuiscono ogni giorno alla sicurezza delle cure, alla prevenzione delle complicanze, al mantenimento dell’autonomia, alla gestione della cronicità, al sostegno delle famiglie e alla continuità assistenziale tra domicilio, territorio e ospedale.

Una parte rilevante di questo contributo, tuttavia, non viene rilevata in modo uniforme. La varietà degli strumenti e delle classificazioni produce dati frammentati, rendendo difficile confrontare le attività, misurare gli esiti e dimostrare il valore dell’assistenza infermieristica.

La standardizzazione del linguaggio permette di trasformare la documentazione in un patrimonio informativo utile per valutare la domanda assistenziale, programmare il fabbisogno professionale e orientare le risorse.

La scelta del sistema NNN è il risultato di un percorso di analisi e confronto che ha coinvolto referenti FNOPI ed esperti di linguaggi e tassonomie infermieristiche. Il gruppo di lavoro ha elaborato un razionale scientifico, valutando i principali linguaggi sulla base di criteri condivisi: solidità delle evidenze, completezza del processo assistenziale, misurabilità degli esiti, diffusione nei contesti universitari, interoperabilità, integrazione nei sistemi informativi e capacità di rappresentare l’assistenza nei diversi contesti di cura.

Il sistema NNN è stato individuato come la soluzione maggiormente coerente con le esigenze del Servizio sanitario nazionale perché:

  • rappresenta l’intero processo infermieristico attraverso la relazione tra diagnosi, interventi ed esiti;
  • utilizza tassonomie strutturate, con definizioni e relazioni formalizzate basate sulle evidenze scientifiche (evidence-based);
  • collega le decisioni cliniche alle attività svolte e ai risultati ottenuti;
  • consente di misurare gli esiti attraverso indicatori e scale graduate;
  • dispone di una base scientifica ampia e di una consolidata diffusione internazionale;
  • può essere integrato nelle cartelle cliniche elettroniche e nelle infrastrutture digitali;
  • rappresenta bisogni complessi connessi a cronicità, multimorbilità, fragilità, autocura, caregiver, famiglia e comunità.

La scelta non riduce la complessità dell’assistenza a una sequenza di codici. Al contrario, rende tale complessità descrivibile attraverso dati strutturati, preservando la responsabilità professionale, il ragionamento clinico e la personalizzazione del percorso di cura.

Si tratta di uno sviluppo capace di produrre valore non solo per le professioni infermieristiche, ma anche per i cittadini, le organizzazioni sanitarie e le istituzioni.

Per le professioni infermieristiche, perché:

  • rende riconoscibile e documentabile il ragionamento clinico;
  • collega diagnosi, interventi ed esiti in un processo coerente, quale contributo da portare al tavolo interprofessionale;
  • rafforza autonomia, responsabilità e identità professionale;
  • permette di dimostrare l’impatto degli interventi infermieristici sulla salute delle persone.

Per i cittadini, perché:

  • favorisce percorsi più personalizzati, coerenti e sicuri;
  • migliora la continuità tra ospedale, territorio e domicilio;
  • rende più chiari bisogni, obiettivi, interventi e risultati;
  • consente di verificare i benefici prodotti dall’assistenza;
  • facilita il reale coinvolgimento nel proprio percorso assistenziale.

Per le organizzazioni sanitarie, perché:

  • mappa in modo uniforme attività, complessità e carichi di lavoro;
  • supporta la distribuzione delle risorse, il fabbisogno e lo skill mix;
  • collega personale, interventi, costi ed esiti;
  • rafforza audit, benchmarking e valutazione delle performance.

Per le istituzioni, perché:

  • rappresenta la domanda assistenziale reale della popolazione;
  • consente confronti tra servizi, aziende, territori e Regioni;
  • supporta la programmazione e le politiche sanitarie e professionali;
  • crea le condizioni per flussi informativi infermieristici nazionali.

La definizione di un linguaggio nazionale costituisce il presupposto per costruire flussi informativi dedicati all’assistenza infermieristica. Prima di condividere i dati, infatti, è necessario condividerne il significato.

Il sistema NNN crea questa base comune, collegando in modo strutturato bisogni assistenziali, interventi ed esiti.

Su questa architettura potranno essere sviluppati flussi omogenei e interoperabili, capaci di alimentare indicatori nazionali, audit, ricerca, cruscotti direzionali e programmazione sanitaria.

L’assistenza infermieristica potrà così entrare pienamente nel patrimonio informativo del Servizio sanitario nazionale e contribuire, con dati confrontabili e verificabili, ai processi decisionali.

L’adozione di un linguaggio standardizzato può inoltre rappresentare il punto di connessione tra i diversi livelli sui quali FNOPI e gli OPI territoriali possono sostenere e promuovere lo sviluppo della professione su più fronti:

  • sul piano della formazione universitaria: un linguaggio condiviso rende più coerente l’insegnamento del processo di nursing e sostiene negli studenti lo sviluppo del ragionamento clinico e assistenziale;
  • sul piano dell’organizzazione e della definizione degli standard: la mappatura delle attività permette di analizzare carichi di lavoro, distribuzione delle risorse, skill mix ed esiti dell’assistenza;
  • a livello istituzionale: dati tracciabili e confrontabili offrono ad AGENAS, Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e Istituto Superiore di Sanità una base più solida per le politiche sanitarie e professionali;
  • a livello europeo e internazionale: una semantica condivisa facilita il confronto, il benchmarking e l’interoperabilità con i sistemi sovranazionali;
  • nella ricerca: basi dati strutturate consentono di studiare la relazione tra bisogni, interventi ed esiti e di produrre conoscenza riutilizzabile.

Rendere tracciabile e misurabile il lavoro svolto dalle infermiere e dagli infermieri rappresenta un passaggio fondamentale per l’infermieristica italiana, perché consente di attribuire in modo sempre più preciso il valore professionale, organizzativo e sanitario dell’assistenza infermieristica.

«Al netto di soluzioni che sono sempre perfettibili – dichiara Ivan Bufalo, presidente dell’OPI di Torino – oggi si compie un passo importante per l’infermieristica italiana. Uscire dall’invisibilità e rendere tracciabili e misurabili il processo assistenziale e il lavoro svolto dagli infermieri e dagli infermieri pediatrici è una priorità strategica per la professione. Questo intervento apre una nuova fase, nella quale le attività assistenziali di prevenzione, diagnosi e cura svolte dagli infermieri non saranno più rendicontate esclusivamente a beneficio dei volumi di attività di altre professioni. È un cambiamento epocale che potrà fare la differenza nello sviluppo futuro della nostra professione e nella qualità della risposta che essa saprà garantire ai cittadini.»