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Morti in ambulanza, l’Ordine professionale: “Spada non è un infermiere”. “Informazioni errate minano credibilità degli operatori sanitari e compromettono la fiducia dei cittadini”

La Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche – FNOPI – segnala che, in questi giorni, le vicende relative all’arresto di un autista di ambulanza, indagato a Forlì nell’ambito di una inchiesta sulle morti sospette di alcuni anziani, hanno portato alcune testate ad usare impropriamente per l’uomo la qualifica di “infermiere”.

A tutela della verità dei fatti e dell’identità professionale, l’Ordine di Forlì-Cesena precisa che la persona coinvolta nelle indagini non è un infermiere iscritto all’Albo, né risulta in alcun modo abilitata all’esercizio della professione infermieristica, che prevede specifici percorsi universitari, il conseguimento di un titolo abilitante e l’iscrizione obbligatoria all’Ordine.

IL DOVERE DELLA VERIFICA
In questo caso, molte redazioni hanno correttamente utilizzato le qualifiche professionali, anche se in diversi testi, in titoli di articoli, e in servizi in radio e tv, si continua, anche in queste ore, ad attribuire all’autista, scorrettamente, la qualifica di “infermiere”.

Questo caso è, però, emblematico di come spesso, per la fretta, per la necessità di semplificare il linguaggio o per una mancanza di verifica, giornalisti, deskisti impegnati nelle titolazioni, autori di radio e tv, utilizzino impropriamente queste qualifiche professionali. In tutte queste occasioni, basterebbero pochi minuti per verificare sul web (https://www.fnopi.it/gli-ordini-provinciali/ricerca-albo/) chi è infermiere e chi non lo è. Si tratta di uno strumento indispensabile per rispettare il dovere di verifica a cui sono tenuti gli operatori dell’informazione, ma è anche un comodo sistema per qualsiasi cittadino che si rivolga ad un professionista sanitario per verificare la correttezza dei suoi titoli.

LA FIDUCIA DEI CITTADINI

L’attribuzione errata della qualifica di infermiere rappresenta un fatto grave, che genera disinformazione e produce un danno diretto all’immagine e alla credibilità di una professione fortemente impegnata ad affrontare le criticità del sistema sanitario. In un contesto così delicato, ogni imprecisione rischia di compromettere la fiducia dei cittadini e di alterare la corretta percezione dei ruoli e delle responsabilità.

La nostra Federazione Nazionale, ai sensi della Legge n. 47/1948, invita formalmente a rettificare con tempestività le notizie errate, chiarendo che l’indagato non appartiene alla professione infermieristica.

Un atto dovuto anche nel rispetto per il dolore delle famiglie delle vittime finora accertate, alle quali va la vicinanza di tutta la comunità infermieristica.

Comunicato stampa FNOPI